Lo sono diventata, questa settimana, mentalmente sbatto la testa contro i muri anche se in apparenza va quasi tutto bene, quasi… un po’ di “scorbutichezza” non riesco a mascherarla. Non ne posso più, veramente, voglio alzarmi di nuovo con quell’energia che poi riversavo nei miei passi, voglio riavere la mia scorta di endorfine da smaltire durante il giorno, rivoglio la mia piccola parte di felicità, la mia ora d’aria, la mia libertà. Non ho mai avuto un carattere facile da autogestire, passo dalla gioia più immensa al nero totale nell’arco di una manciata di secondi e regolamentare questi sbalzi umorali mi è costato non poca fatica. Stare ferma non mi aiuta, proprio no! Decidere di non andare è un conto, rinunciare perché non ce la faccio è proprio una specie di sconfitta. Non è una tragedia, lo so, lo so, lo so, basta aspettare ancora qualche giorno ma non passano, sembrano eterni, non arriva mai la sera e poi è di nuovo mattina e la sveglia suona alla stessa ora ma io non mi alzo…Tossica, in astinenza. Se un anno fa mi avessero detto che non fare attività sportiva per qualche giorno mi avrebbe ridotto così mi sarei messa a ridere di gusto, ma alla grande; se un anno fa mi avessero detto che ogni cambiamento è possibile con la propria volontà avrei riso ancora di più e adesso sono nevrastenica in attesa di ripartire… Che figata la vita!!! In senso buono, eh!

 

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