Ci vuole, sempre, e in questo periodo ancora di più. Mi sento prigioniera di me stessa, mi manca la mia “libertà mentale”, mi si blocca anche lo stomaco, mi sento gonfia come una palla anche quando non mangio. Mi sento in pausa, in attesa, in fremente attesa perché il mio male oscuro aveva iniziato a guarire e se resto immobile temo che riprenderà a rosicarmi l’anima. Ho bisogno di sole per sconfiggere il buio che ho dentro, ho bisogno dell’alba e del suo respiro languido, ho bisogno di tutto quello di cui si nutrono i miei occhi e di tutta la musica che mi riempie la testa di parole e suoni mescolati a uccellini e cornacchie, ho bisogno di soffiare veleno e ingurgitare miele, ho bisogno di vivere e non di sopravvivere, ho bisogno di guardare l’asfalto mentre lo calpesto come vorrei calpestare i miei dubbi e le mie paure. Ho bisogno di specchiarmi in una finestra e di sentire l’odore della terra umida che si risveglia e aspetta di scaldarsi al sole tiepido di questa primavera. Ok, ci vuole pazienza, non ne ho ancora molta ma cercherò di costruirla come una casetta di mattoncini di lego, pezzo per pezzo.

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