Dico a me, non ci provare a ricascarci in quella melma del disamore, devo dirmelo e ripetermelo anche ad alta voce perchè qualche volta proprio non capisco niente e bazzico troppo sull’orizzonte del precipizio. Troppe volte sono caduta e risalire mi è costato immane fatica, non ho nessuna voglia di ripetere questo genere di esperienza, sono a posto, grazie, basta. E più me lo dico e più dovrei riuscire a convincermi, spero. Devo tenere alta la testa perchè io sbaglio quanto gli altri solo che lo ammetto, anche troppo. Faccio tutto troppo io. Troppo darsi, troppo amore, troppa amicizia, troppa fiducia, troppo di tutto ma non so fare in altro modo, io sono così e basta. Sono una palla che rotola dove la calci e continua a farsi calciare e a rotolare. Ogni tanto un po’ d’aria e via di nuovo. Non ho cielo e terra miei, volo e cammino dove gli altri tracciano le rotte e non perchè non ne possa fare di mie, non lo so perchè. Sono sempre stata di qualcuno, da tutta la vita sono di qualcuno e non so bene cosa significhi decidere per me; lo sto scoprendo ora, scopro che ho molto più coraggio di quel che pensavo, scopro che dire no e lottare può essere meglio che dire si e vivere “in pace”. Scopro che è ora di smetterla di pensare sempre di avere torto, può essere che sia così ma può essere benissimo che il torto sia altrui. So che con gli occhi dico molto più di quel che dico con le labbra ma so anche che quasi nessuno legge gli sguardi, preferisce ascoltare e dimenticare anche. Io no, io non dimentico, io scavo dentro i colori e le forme di tutti gli occhi che incrocio perchè è tutto li, sta tutto lì quello che siamo e quello che cerchiamo di nascondere. Sta tutto lì, bugie, verità, amore, indifferenza, sentimenti senza nome e tutto, tutto quello che fa parte di noi.

Una serie di parole a raffica, cinque minuti di evacuazione mentale.

Non cura ma fa stare meglio.

Per un po’.

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