Mappete come sono prolifica in questi giorni, chi l’avrebbe mai detto?

Riscopro questa valvola di sfogo e ne godo, la uso, ne abuso forse ma ne godo infinitamente. Mi rilassa, mi svuota, mi spiana la strada, mi distende su un morbido e accogliente letto di piume… ok non esageriamo ma, in fondo, è quasi tutto vero!

E’ un punto di partenza, ogni volta, e al tempo stesso un punto di arrivo perché mi permette di capire quello che provo, quello che penso perché lo metto nero su bianco, lo esprimo, lo scrivo per leggerlo, per sviscerarlo, per comprenderlo.

Una fiaba, ho in mente una fiaba per grandi, una storia che non so ancora se avrà un lieto fine ma avrà uno svolgimento e per ora questo mi basta per tenere occupata quella testa matta che ho, per un po’ almeno.

La fiaba o la favola, non ricordo la corretta definizione, poi vado a cercarla, parla di un pittore e di una balena che non si sa come ma un giorno si incontrano; può essere che il pittore si trovi a dipingere in riva al mare e la veda da lontano, può essere che la balena si trasformi in una modella per espresso desiderio, chi lo sa, quando inizio a tessere la trama ve lo dico; per certo ora conosco solo questi due e li vedo bene, me li immagino, riesco a disegnarmeli nella mente e quindi so che posso anche inserirli in un contesto. Tempo al tempo, è tutto nella testa, articolato e annodato ma risolverò il problema, slegherò il nodo e darò loro vita, al pittore e alla balena, alla loro storia, alla loro pena o alla loro gioia, al loro sentimento che non sarà necessariamente l’amore ma qualcosa che gli assomiglia pur senza nome. Già mi piace, me lo sento, mi fa star bene.

A presto.

Mandi.

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