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Era ieri, oggi invece c’è il sole ma domani tornerà e io sarò di nuovo sulle sue ali. Non mi stacco da terra di un solo millesimo di millimetro ma solo fisicamente resto ancorata al mio corpo, tutto il resto se ne va e vola via, non so dove ma va, a volte lontano altre volte solo a volteggiare sopra quella mia essenza materiale di cui riconosco la forma ma non la sostanza. Non ho mai capito bene cosa sono ma il vento lo sa, ne sono certa, perchè mi porta sempre dove voglio andare, fuori, fuori da me e da tutto, fuori dalle cose normali e abituali, fuori dal calpestio delle parole, fuori dal rumore assordante dei silenzi, fuori dal perchè e dal come, verso il quando, verso il dove.

Probabilmente è solo la vecchiaia che avanza, come si usa dire, forse è solo un cambio di punteggiatura nel testo della vita, forse è solo che la primavera si sta alternando troppo ad un tardivo inverno… Che ne so io del perchè, so che ieri c’era il vento ed è solo colpa sua se oggi scrivo; forse più che incolparlo dovrei ringraziarlo, oppure chiedergli di mantenere costante questo appuntamento con la tastiera adducendogli il potere di comandare la mia volontà di tornare fra le righe, di scappare di nuovo e poi ricongiungermi con il passato, o con il futuro forse, oppure semplicemente di restare nel presente e convogliare qui tutti i flussi negativi dell’umore.

Un giorno sbocciano i fiori e il successivo sono coperti dalla neve… E’ così che funzionano anche le cose della vita fra vecchie conoscenze e nuovi incontri, fra antichi rimorsi e nuovi dubbi ed è così che funziona anche il cuore, accelerazioni e rallentamenti in alternanza non ritmica ma dettata dal momento, dall’emozione, dal pensiero, dal ricordo, da un messaggio, da un segno…

Ok, ora di preparare il pranzo per la prole, ora di riassumere le ore vuote e preparane di nuove. Ora di andare o di tornare, dipende da che punto di vista si guarda il fatto di essere qui.

Mandi 🙂

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