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Sono trasparente, nemmeno io mi vedo se non mi guardo attentamente e questo può essere positivo o negativo in relazione al contesto.

Quando la trasparenza è quella dell’acqua limpida di montagna è sempre un bel momento, è sempre un bel gioco da fare quando fa sorridere e fa stare bene, quando lo specchio rimanda esattamente quello che vuoi essere e che probabilmente sei dentro, magari un po’ troppo in fondo e lontano dalla superficie quindi difficile da raggiungere.

Ma la trasparenza può essere indifferenza e non è un gioco facile nascondersi, individuare la giusta nicchia del fare senza apparire e dell’apparire senza conseguenze.

Mi mancano le parole, ne vorrei tante di più, vorrei quelle speciali, quelle bellissime, quelle difficili, quelle ironiche. Vorrei costruire quelle fighissime frasi ad effetto che poi tutti copiano immedesimandosi. Vorrei creare quelle forbite affermazioni con tanti difficili paroloni, quei vocaboli che mentre leggo un libro mi fermo a cercare sul dizionario per capire il senso del periodo.

Vorrei ma non posso e dunque scrivo così come viene e non perchè sia letto ma solo perchè sia scritto che oggi stavo così e ieri no e poi non so.

Forse voglio solo poter rileggere i giorni buoni e quelli cattivi, voglio che il meteo della mia vita non sia dimenticato, almeno non da me. Non importa se ci sono solo io, non importa che nessuno abbia nulla da dire o da aggiungere; importa che ci sia io.

Se un giorno non potessi più ricordare vorrei che qualcuno mi portasse qui e mi invitasse a leggermi per provare a risentirmi, una sorta di memoria virtuale non di quel che sono per gli altri ma di quel che io sento d’essere, indipendentemente dagli anni e dai sogni infradiciati dal tempo che passa ma non ancora ammuffiti del tutto.

Sono trasparente, ma ci sono!trasparenze-33fcb4d4-7592-453e-9a6b-601d7d149359

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