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C’è un ciuffetto di fili d’erba sul balcone, dei bei fili d’erba verde che spuntano fra le piastrelle del pavimento; siamo al sesto piano!

I semi li avrà portati il vento insieme a pulviscolo di terra che si è depositato in una crepa ed è diventato infinitesimale campo fertile per quella vita che che viaggiava nell’aria.

Non c’è nulla di strano, mi dico, mentre guardo quei fili d’erba eppure, c’è del miracoloso se sono cresciuti anche quassù, senza che nessuno mai li innaffi o li ripari, stretti uno all’altro, a farsi compagnia fra loro. Chissà se ce la faranno a far semenza o se moriranno prima, troppo cresciuti per sopravvivere nella crepa.

Non li posso toccare, non li posso avvicinare, la porta a vetri è chiusa a chiave; li posso solo guardare da poco lontano e li posso solo accarezzare di pensieri. Sono solo fili d’erba eppure mi hanno turbata per averli trovati quassù, vorrei dar loro coraggio, altro, perchè tanto ne hanno già avuto per nascere proprio li.

Son quegli esempi di cose “normali” quando sono nel contesto che noi riteniamo “normale” e che diventano straordinarie quando le ritroviamo “fuori posto”.

Ho passato ore a guardarli e a paragonarli al destino umano o meglio, al destino di certi umani…

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