E’ un post pubblicato sul vecchio blog, un mix-favole a cui sono molto affezionata, niente di che, una serie di frasi uscite a prendere aria. Ve la ripropongo perchè c’è chi non l’ha mai letta, c’è chi non la ricorda e c’è chi… non importa. 

image

Potendo scegliere avrebbe preso una valigia e l’avrebbe riempita di tutti i pensieri che non aveva mai osato difendere pubblicamente. Dei vestiti se ne fregava. Ma non potendo scegliere fece l’unica cosa che aveva un senso e ancora una volta sorrise a suo figlio che le chiedeva: “perché sei triste, mamma?” In risposta gli raccontò la favola che gli piaceva tanto, quella di “Cappuccetto rosso”. Il bello della storia è che il lupo cattivo, alla fine, se ne va con la coda fra le gambe e non fa più paura a nessuno.

La vita è piena di lupi cattivi che passano inosservati e qualche volta sono proprio quelli meno aggressivi a rivelarsi i più temibili. Quelli che, invece di indicarti la strada più lunga per andare nel frattempo a mangiarsi la nonna, ti accompagnano e ti riempiono la testa di stronzate sulle cose giuste o sbagliate tanto che alla fine non sai più nemmeno chi eri e cosa volevi diventare da grande. E se grande lo sei già, ti fanno credere che hai sbagliato tutto, dalla A alla Z, ma che saresti sempre in tempo per cambiare, a patto di seguire alcune semplici indicazioni. E così, favola dopo favola, il sorriso resta stampato, statico e di ormai provata efficacia.

Il bambino sorride e scende dalle braccia della mamma, soddisfatto, alla fine della storia. E lei lo guarda con tutto l’amore del mondo al quale attinge ogni volta che sente la terra sprofondare sotto i suoi piedi e il cielo rovesciarsi addosso con la violenza che hanno le lacrime troppo a lungo ricacciate indietro.

“Ancora una favola”. E mentre Biancaneve assaggia la mela stregata, un’onda bagna i piedi alla mamma e la fa rabbrividire. In quel tremito vede galleggiare poco lontano una bottiglia; forse contiene un messaggio come in un film americano di cui non ricorda il titolo. I nani inseguono la strega, un fulmine la colpisce e la fa cadere dalla rupe e la mamma raccoglie la bottiglia e sorride. Nella bottiglia, invece di un messaggio, c’è un messaggero: un piccolo paguro che scivola all’interno nel tentativo di risalire le pareti di vetro. Il principe bacia Biancaneve, lei sputa il boccone di mela e si sveglia proprio mentre il paguro riesce ad uscire dalla bottiglia che si sta riempiendo d’acqua di mare. Lo strano messaggero scava nella sabbia e scompare. Il bambino abbraccia la mamma e sorride di nuovo. Lei lo guarda e il cielo si richiude.

“Piangerò domani” pensa.

Una lacrima scava nella sabbia  e, come il paguro, scompare.

Annunci