Tag

, , , ,

Immagine

Vecchie mura tristi dove una vite spoglia si aggroviglia allungando tralci fra gli scuri scrostati e il poggiolo. Il cortile di muschio e la madonnina di pietra, sporca di un tempo senza sole. Poca luce, poche ore senza l’ombra del muro che delimita il confine fra il nulla e la vita fuori.

Manine sulle sbarre del portone a cercare la conferma che non si aprirà, per dimostrare il coraggio di provare, covando la paura che si scostino i battenti, che poi bisogna entrare per non farsi sbeffeggiare.

Mani grandi a tastare il ferro freddo immaginandosi volti e voci appese alle finestre di una mattina di primavera piena di speranza o di una sera d’inverno, al tepore della stufa che non raggiunge mai il secondo piano, dove non bastano le coperte di lana e con un mattone caldo dentro al letto par d’esser padroni del mondo.

E chissà quali storie ci son vissute dentro, chissà quali amori e dolori ci han riso e pianto fra quelle vecchie mura. Non antiche, non fregiate di significato artistico e ricordate per la loro bellezza, solo vecchie, grigie e stanche pareti di sassi nascosti, legno sano di vecchi valori, poveri ma sinceri,  mescolato al cemento degli anni buoni di moneta ma vuoti di cuore.

Regge, non cede, non si arrende, ne alla pioggia, ne al vento, ne al tempo.

Sta li, aspetta, si lascia cullare dagli sguardi illudendosi di un nuovo inizio che non arriva mai. Passa di mano in mano ma resta sempre uguale, sempre sola, sempre vuota, sempre chiusa.

Scosto la tenda in cucina e le lancio un sorriso, arriva sulla porzione di spigolo che posso vedere da qui. Mi fa tenerezza, mi ricorda che non c’è nulla di eterno a questo mondo e che una casa vuota è come una vita senza amore.

 

Annunci