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Non c’è peggior solitudine di quella che si prova in mezzo alla gente…Image

Eccoci qua, iniziato Dicembre è un attimo ad arrivare a Natale e a me viene la nausea.

Non è il Natale in se stesso il problema, ci sono i bambini ad aiutarmi a fare l’albero e il presepe e man mano che crescono l’aiuto che prima offrivano, ma non potevano dare del tutto, adesso è più consapevole e più pratico. Dunque ieri pomeriggio abbiamo assolto anche a questa incombenza e quest’anno c’è anche un bellissimo calendario dell’avvento fai te scelto da loro: un ramo con appesi dei bicchieri di plastica con decori natalizi e con dentro i dolcetti; l’hanno visto su internet… L’hanno scelto e hanno partecipato alla costruzione.

Ma sto divagando, non è Natale la questione scottante ma il PRANZO DI NATALE.

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, giusto? Si, con i tuoi, esatto perchè di miei nemmeno l’ombra.

Ai bei tempi mia madre e mio padre arrivavano, ovviamente dalla stessa casa, ma su auto diverse perchè lui andava via prima e lei restava. Si sedevano ai lati opposti del tavolo ma c’erano, e questo dava pur sempre una sensazione, lontanissima, di famiglia.

C’erano i nonni, una sorella si e una no, a natali alterni, riuscivo ad averle, vuoi perchè lavoravano, vuoi perchè emigravano insomma, a singhiozzo ma c’erano. Adesso hanno una famiglia propria e cercano di incastrare gli impegni, come è normale che sia.

Da un paio d’anni mio padre non può venire perchè mia madre lo fulminerebbe visto che sono separati e quest’anno anche i nonni han dato forfait o meglio lo ha dato mia madre per loro perchè hanno superato i novanta fisicamente bene ma la testa non ha seguito il corpo e così se li porti fuori poi è dura tenerli a bada. Iniziano a chiedere di andare a casa dopo un attimo che sono arrivati oppure se ne stano li, muti, con lo sguardo perso nel vuoto e non sai se ci sono o no… Io ho insistito ma mi sono arresa all’evidenza; in effetti so che è meglio lasciarli nella tranquillità. Andrò la mattina di Natale a fare loro gli auguri anche se dopo mezz’ora si scorderanno che ci sono andata e si chiederanno quando vado a trovarli…

Quindi, dicevo, Natale con i tuoi e per i miei c’è l’unica rappresentanza di mia madre mentre il resto della ventina di invitati arriva dall’altro lato della famiglia.

Ormai ci ho fatto l’abitudine.

Sono stata accolta, per fortuna benissimo, in una combriccola molto unita e che si ritrova spesso alla stessa tavola, a volte senza avvenimenti da festeggiare, così, solo per il gusto di stare insieme. Mi piace ma allo stesso tempo mi fa soffrire perchè non c’è mai stato nulla del genere in casa mia.

La cosa positiva, si fa per dire, è che io non cucino, portano tutti ognuno qualcosa e io mi occupo della logistica e di lavare i piatti. Mi sbizzarrisco con i segnaposto fatti in casa e gli addobbi e va bene così.

Perché non c’è alternativa.

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