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A LUI SI

comunione_berlusconi

Dio, c’è qualcosa che non mi torna, sai?

Perché non mi vuoi? Perché non posso entrare in te e tu in me?

Ricevere l’eucarestia mi è atto negato perché son peccatrice della peggior specie, impenitente, recidiva, cosciente di esserlo.

Io credo, a volte prego, vengo a trovarti dove mi dicono che tu sia senza dubbio, fra le mura dove ti osannano e ti lodano, dove le prime file son piene di tante parole e pochi fatti, dove chi è ricco ruba ai poveri e per “salvarsi” le apparenze elargisce donazioni a tuo nome.

Dimmi perché io sono peggiore della peggior specie di devoti che hai, quelli falsi, quelli che solo ti chiedono e mai nulla ti danno, quelli che ti conoscono per vecchio sentito dire, quelli che poco di te sanno se non quello che gli aggrada o che gli serve.

Io non posso ricevere il pane consacrato perché non posso pentirmi. Non posso essere perdonata in confessione perché son rea di non essere sposata anche se la mia famiglia è piena d’amore, anche se ai miei figli ho insegnato ad amarti, anche se ai miei figli ho insegnato a rispettarti, non per timore delle divine punizioni ma perché sei l’amore più grande e vero.

Io so che tu sei ovunque, non sei confinato in nessun edificio, so che molti immeritevoli sono i primi ad alzarsi quando è il momento di prenderti dalle mani dell’officiante eppure, eppure nonostante tutto io non giudico loro che spesso mentono ma possono confessare e redimersi. Non li giudico se oggi si pentono e domani rifaranno ogni errore confidando nella tua infinita misericordia.

E non giudico nemmeno te perché non sei stato tu a decidere le regole vigenti, non sei stato tu ma coloro ai quali è stato affidato il difficile incarico. Non so nemmeno chi dovrei giudicare. Ma non posso giudicare nemmeno me, perché io amo il mondo e amo te ma senza quella firma sul registro io quasi non esisto per te se non come brutto esempio da non seguire.

Come la mettiamo? Si aprirà forse uno spiraglio? Si valuta lo stato di separati e divorziati, si vocifera che colui fra i due che ha subito e non provocato lo scioglimento del sacro vincolo potrebbe essere ammesso alla tua mensa ma io, io convivente more uxorio no!

Ma mi si dice, discutendo della mia situazione, che se proprio voglio posso, basta che accada in un luogo in cui sono sconosciuta… Potrei entrare in un qualunque confessionale, di un qualche paese in cui non mi riconoscano e mentire, confessare davvero i miei peccati ma mentire non confessando il mio più grande peccato, la convivenza. Io una coscienza ce l’ho e di comportarmi così non mi pare proprio il caso anche perchè non lo scoprirebbe chi mi confessa ma tu sai già tutto quindi, che senso avrebbe?

Se fossi un’assassina sarebbe più facile! Potrei dirlo ai tuoi sottoposti e dire che non lo farò mai più e loro, in tua vece, mi perdonerebbero e mi permetterebbero di unirmi a te… Questa cosa mi da da pensare, parecchio.

Io non sono una che porta rancore.

Comunque sia, tranquillo Dio, io non sono una che porta rancore.

I miei figli sono stati battezzati e faranno la Comunione poi se vorranno anche la Cresima (lo sai no, a me manca anche quella; non sarebbe tardi, non lo è mai ma diciamo che al momento non mi pare che serva, nella mia situazione, a cambiar qualcosa).

E allora? Allora vado avanti, vado alla funzione, prego, collaboro, offro il mio tempo e la mia buona volontà e mi guardo intorno chiedendomi se un giorno cambierà qualcosa.

Mi dice il mio Don che non si sa mai, che potrebbe essere che un giorno ci sia la redenzione (nel senso che potrei cambiare idea e sposarmi). Anche io dico che non si sa mai ma mi riferisco ad un cambiamento, ad un movimento nuovo, confido nel nuovo Vescovo di Roma pur sapendo che non può sconvolgere le regole di base. Non so che cosa spero, non lo so.

Vorrei “solo” quel che non posso avere perché la mia coscienza mi impedisce di ottenerlo con la menzogna come mi è stato suggerito.

Vorrei “solo” essere perdonata, da te.

 

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