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prato

Peccato, è finito il vento, si è esaurita la forza della natura, si è sciolto l’incanto.

Era inspiegabilmente emozionante il turbinio delle foglie giallissime, luminose, piccoli soli in viaggio verso la morte.

Era assolutamente irresistibile l’inclinazione dell’erba e dei piccoli fusti, prostrati verso una linea oltre il visibile, in preghiera verso Dio forse, per non farsi sradicare, per non farsi trascinare, un po’ come le nostre anime in balia di giorni difficili.

Era probabilmente un miraggio, il mio, quando ho visto l’onda sull’erba sollevarsi e dissolversi tranne che in un punto, in una zona vuota di vento, quasi protetta da un’invisibile barriera.

Era magnifico questo vento forte, mi spingeva a credere di poter fare qualcosa di buono, mi spronava a camminare contro, a forzare l’andatura per non essere deviata fuori strada.

Ma poi finisce, il vento e il resto; si rallenta, quasi ci si ferma, anche se solo in apparenza.

Si va avanti piano, senza scossoni visibili…

(la foto l’ho presa qui:http://www.tecnoglobalsnc.com/dove-siamo/)

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